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Vedova Emilio

Venezia 1919 – Venezia 2006

 

Autodidatta, Vedova inizia a disegnare giovanissimo con piglio concitato e drammatico e già dal 1940 inizia ad esporre alle mostre dell’Opera Bevilacqua La Masa.

Nel 1946 firma a Milano, insieme a Giuseppe Santomaso, il manifesto Oltre Guernica diventando tra i fondatori e protagonisti della Nuova Secessione, poi Fronte Nuovo delle Arti.

Nel 1947 Vedova incontra Peggy Guggenheim a Venezia, la quale apprezza moltissimo il suo lavoro, che viene accolto nella sua collezione.

Con gli esponenti del Fronte, presentati da Marchiori, l’artista partecipa alla Biennale del 1948; da questa data Vedova inizia ad essere presente nelle più importanti mostre collettive d’arte italiana organizzate all’estero.

Il suo linguaggio pittorico gestuale, affidato all’irruenza del segno e del colore conquista l’attenzione dei critici più importanti del momento, che lo seguono e lo promuovono in tutto il mondo. È anche grazie a loro che nel 1955 Vedova vince il Premio Scipione a Macerata e viene invitato a partecipare alla I° Documenta di Kassel. Cinque anni dopo egli vince il Gran Premio per la pittura ala Biennale di Venezia.

Nel 1961 Vedova collabora con il compositore Luigi Nono per le scenografie dell’opera Intolleranza ‘60, abbattendo i confini fra le arti.

Dallo stesso anno Vedova lavora ai Plurimi, prima quelli veneziani poi quelli berlinesi. Dal 1963 al 1965 infatti, l’artista risiede a Berlino. La scelta di vivere per un periodo nella capitale tedesca è giustificata dalla sua voglia di vivere in prima persona le paure e le tensioni sociali che serpeggiavano in quel periodo. Del suo soggiorno egli dice: “Nel caso di questi miei plurimi berlinesi, una simultaneità di presenze, sentimenti, fatti avvenuti, che avvengono, che non possono non provocare in chi arriva in questa città gravida di diverse «paure»: ieri, oggi, di latente dimenticanza; di equivoci; di malinconie anacronistiche; di reciproci antagonismi sovreccitati; di scontri di situazioni. A Berlino sono tornato, sono venuto a lavorare per rendermi conto, de visu, ancora, poter rintracciare, dopo le mostruose incrostazioni naziste, nelle strade, nella sua inquieta babelica vita, lo spirito democratico, critico, che animò un tempo Grosz, Dix, Beckmann... Dada Berlin!”.

Segue un’intensa attività didattica nelle Università americane e poi alla Sommerakademie di Salisburgo e all’Accademia di Belle Arti di Venezia (dal 1975 al 1986), mentre continua intensissima la sua attività espositiva sia in Italia che all’estero.

Si ricordano le personali a Documenta II° del 1959 e III° del 1964, le partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 1948, 1950, 1952 (personale), 1954, 1956 (personale), 1960 (personale), 1964, 1978, 1982, 1986, 1988, 1990, 1993 (personale), 1997 (personale). Nella Biennale del ‘97 riceve il Leone d’oro.


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