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Rampin Saverio

Rampin frequenta nel 1948-1949 l’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Armando Pizzinato, protagonista di spicco del movimento del Fronte Nuovo delle Arti. In questi anni inizia anche la sua attività espositiva partecipando, a partire dal 1948, alle collettive dell’Opera Bevilacqua La Masa e nel 1949 al Premio Favretto. Nel 1950 partecipa anche alla XXV Biennale di Venezia.

Insieme a Licata e Tancredi si segnala come uno dei giovani talenti emergenti nel panorama artistico veneziano.

Negli anni Cinquanta la pittura di Rampin è caratterizzata da una forte e vitale carica espressiva, ricca di un acceso cromatismo.

Dal 1954 dipinge con accese cromie, stese con pennellate impetuose, attestando un deciso astrattismo gestuale. Dal 1955 al 1957 la critica riconosce alle sue opere un avvicinamento significativo al movimento spaziale, cui egli guardò senza aderire formalmente, portando avanti una ricerca autonoma su luce-colore-spazio, che lo avvicinò alle sperimentazioni cromatiche degli artisti spaziali veneziani come Vinicio Vianello ed Edmondo Bacci.

Nel 1955 Rampin, insieme a Ennio Finzi, fu ospitato dall’Opera Bevilacqua La Masa in uno studio a Palazzo Carminati e, insieme condivisero la sorte straordinaria dell’incontro con l’imprenditore e amatore d’arte veneziano Attilio Arduini dal quale ricevettero un assegno mensile, rinnovato fino al 1958.

Vince il primo premio per la pittura alle collettive dell’Opera Bevilacqua La Masa nel 1955, 1956, 1958, 1959. Nel 1958 consegue la medaglia d’oro alla III Mostra dei giovani pittori a Roma. Altri premi e riconoscimenti gli verranno assegnati nel tempo.

Dal 1970 fu chiamato a insegnare al liceo artistico di Padova e nel 1973 ottiene per «chiara fama» la cattedra presso il Liceo artistico di Venezia.


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