Artisti

Ricerca per nome

Fontana Lucio

Rosario di Santa Fe 1899 – 1968 Varese

 

Argentino di nascita, Fontana si trasferisce a Milano nel 1928 dove entra in contatto con il clima artistico del Novecento.

Nel 1939 ritorna in Argentina dove rimane fino al 1947. Nel 1946 a Buenos Aires Fontana diventa il punto di riferimento per un gruppo di giovani con il quale stende il famoso Manifiesto Blanco, nel quale si asserisce che l’arte nuova contiene le quattro dimensioni dell’esistenza aggiungendo allo spazio il tempo. S’inneggia a quel “espiritu nuevo” di cui si sente impellente necessità.

Lucio Fontana afferma che la nuova arte deve scaturire dal subcosciente in quanto “la ragione non crea”, ed è con questo impeto di rinnovamento che ritorna in Italia nel 1947.

Dal 1947 al 1952 escono i Manifesti Spaziali nei quali si afferma la supremazia del “gesto creativo” che, al contrario della “materia”, è eterno.

“L’artista spaziale non impone più allo spettatore un tema figurativo, ma lo pone nella condizione di crearselo da sé attraverso la sua fantasia e le emozioni che riceve”.

Dopo molte importanti esperienze con ceramica, scultura e pittura nel 1949 inizia le sue tele con i buchi cambiando il corso dell’arte contemporanea, abbattendo tutte le limitazioni legate alla bidimensionalità della tela. Nel 1951 sperimenta installazioni al neon e tra il 1958 e il ‘60 iniziano i tagli delle tele.

“Il taglio e il buco non è la distruzione del quadro, ma una dimensione aldilà del quadro, la libertà di concepire l’arte attraverso qualunque mezzo, attraverso qualunque forma”. Egli vuole dimostrare che la tela non è più luogo di rappresentazione ma una realtà su cui operare, per cui l’opera non va più considerata come rappresentazione della realtà, ma essa stessa realtà.

Il rapporto di collaborazione con le gallerie Il Naviglio a Milano e Il Cavallino a Venezia, promuove e diffonde queste idee espresse nei molteplici manifesti.

Sue mostre sono state ospitate nei più importanti musei di tutto il mondo. Attualmente Fontana è riconosciuto come uno dei più importanti artisti del ‘900.

In occasione di un’importante mostra personale presso la Galleria del Cavallino del 1957 l’artista è intervenuto su nove manifesti dell’esposizione con disegni originali a pastello, diversi fra loro e quindi unici, di cui abbiamo un esempio nella foto a lato. Questi manifesti, molto famosi, sono stati più volte pubblicati come esempio singolare di un intervento dell’artista.


Valmore studio d’arte s.a.s. Contrà Porta S. Croce, 14 - 36100 Vicenza , Italia CreditiNote legali